Articolo di Gianbattista Liazza

Riprendiamo il discorso del cambiamento che il COVID 19 ha accelerato condendolo di paura ma che aveva dato segnali forti ed inequivocabili già prima, anche se oggetto di seri convegni ma di scarne e poco concrete realizzazioni. Soprattutto in tema di organizzazioni aziendali.

Adesso ovunque si aspetta che tutto cambi: cosa, come, dove non si dice. Tutto cambia e basta. Noi diciamo che l’economia sostenibile genera cambiamenti, la tecnologia genera cambiamenti (molto veloci), la differente organizzazione sociale e sanitaria genera cambiamenti, la paura delle persone genera cambiamenti, la cultura (condizione primaria e irrinunciabile) genera cambiamenti, una scuola più adeguata genera cambiamenti, differenti ottiche geopolitiche generano cambiamenti, i costumi che si modificano generano cambiamenti, l’evoluzione della scienza e della tecnica genera cambiamenti e così via. I popoli colti pensano e studiano in anticipo come affrontare e gestire tali cambiamenti, per il bene essere e il bene stare dei loro popoli. Gli ignoranti arrivano dopo e mangiano le briciole rimaste sotto il tavolo.

Ci viene in Mente la vicenda di Prometeo (dal greco colui che vede in anticipo) e del fratello tonto che invece già dal nome arrivava a capire dopo. Zeus se ne accorse e rimediò. Gli antichi Greci impararono da Prometeo a veder prima e sono stati il popolo più colto e amante della bellezza nel mondo di allora. Ancora adesso li invidiamo e riusciamo a ragionare perché ce lo hanno insegnato gli antichi Greci. Ci si può informare facilmente se si dubita. 

Proviamo a ricordare le famiglie Italiane del dopoguerra: prevaleva l’età media, i matrimoni, la casa piena di figli; generazioni che hanno assicurato la rinascita e lo sviluppo dell’Italia.   Nel dopoguerra l’analfabetismo era presente e significativo ma il maestro Manzi provvide insieme alla RAI a farne scomparire una buona quantità con la sua iniziativa “non è mai troppo tardi”. Si dovrebbe intestargli le piazze ma gli analfabeti funzionali di oggi non ci pensano proprio. Così ci fu un fiorire di imprese, soprattutto piccole, che generarono il miracolo italiano, invidiato in tutto il mondo. Tutti volevano fare, mandare i figli a scuola, farli arrivare dove non avevano potuto i loro padri. E i figli a scuola ci andarono e si formò così lo scheletro robusto di un paese moderno basato sulla forza del ceto medio. Fu così che la classe operaia andò affievolendosi nello spirito e nel vigore.

La facciamo corta: oggi come siamo? Molto invecchiati, le case sono vissute da anziani che sopravvivono a lungo con la compagnia del gatto o del cagnolino; o in case di riposo (poveretti). I figli hanno 50 anni e sono sposati con pochi figli o senza, oppure vivono da soli (i single come li definiscono). Il deficit anagrafico in Italia lo raccontano le statistiche non le menti malate.

Ma per ripartire, per far rinascere l’Italia un’altra volta, la forza lavoro, il capitale umano come lo aggreghiamo?

Ci viene in mente che avremo altre migrazioni, tutto il genere umano, non le razze che non esistono, è frutto di una evoluzione migrante da almeno cinquantamila anni, forse di più.

I migranti di oggi sbarcano in Italia ma poi vogliono andare in Germania, in Francia, in Nord Europa, perché? La risposta è facile, vedono lì più futuro. Hanno ragione? Dovremo dimostrare noi che si sbagliano. Perché avremo bisogno di loro.

Tutto questo non genererà cambiamenti?  

Cambiamenti del modo di pensare e di agire principalmente. I popoli più poveri saranno i più ricchi perché disporranno di molto capitale umano, se poi studiano e troveranno migliori condizioni di vita cosa succederà? Sicuramente si dovranno cambiare i modelli mentali, organizzativi, relazionali, manageriali delle organizzazioni se vogliamo sopravvivere. Dovremo creare organizzazioni e sistemi di gestione delle diversità; fino ad oggi non abbiamo fatto grandi progressi, ma non c’è più tempo, dobbiamo sbrigarci a cambiare. Nei luoghi dove si sono create simili condizioni e quindi si sono sviluppate le tecnologie più avanzate, la mescolanza delle etnie è già avvenuta. 

È il futuro, i sovranisti è meglio che si rassegnino: guardano il retrovisore andranno a sbattere.

Con le prossime riflessioni cercheremo di illustrare sistemi e modi possibili, auspicabili. Per cambiare concretamente. Ma le persone abilitate al comando sono pronte a cambiare, a cedere spazio ai giovani, ai diversi? Speriamo, altrimenti ci troveremo nei guai. Qui tuttavia siamo ottimisti.